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L'ISOLA Lipari: il “museo vivo” delle isole Eolie.

Denominata dagli antichi Greci “Meligunis” per il suo dolce clima, è questa la più grande e la più popolosa isola dell'arcipelago; costituitasi in epoca neolitica, è stata anche la culla delle Civiltà “classiche”: greca e romana.
Il paese si estende ai piedi della Rocca del Castello, l'antica acropoli greca, e lungo numerose insenature sparse da nord a sud; belle quelle di Marina Corta e di Marina Lunga. Il Castello è ancora oggi sede di uno dei più importanti musei archeologici d'Europa: qui si conservano reperti, anche subacquei, di tutte le età.
L'assetto moderno del Castello è caratterizzato dai poderosi bastioni eretti dagli Spagnoli dopo le devastazioni operate dai pirati intorno al 1544. La zona, circondata dalle mura di cinta, occupa uno dei due parchi archeologici dell'isola; l'altro, quello di Piano Diana complementare al primo, si trova nella zona sottostante l'abitato. Proprio questi due siti archeologici hanno permesso agli studiosi di rendere nota una Storia umana che ha avuto origine già prima del 4000 a C.
Nella parte interna della cinta muraria sono collocate la Cattedrale, l'antico Palazzo dei Vescovi edificato sulle basi dell'antico Monastero normanno dei Benedettini e vari altri edifici.
Molte sono le testimonianze delle ultime spettacolari attività vulcaniche; sono infatti ancora presenti innocue “fumarole” e benefiche sorgenti termali. Il bianco e il nero sono i colori di Lipari: “ossidiana” e “pomice”, che è una varietà porosa dell'ossidiana, minerale vetroso a base di silicio, utilizzato, fin dall'età dei metalli, per la fabbricazione di armi e suppellettili. Oggi si possono ancora visitare i giacimenti di pomice che si estendono per una decina di chilometri e rappresentano, dopo il turismo estivo, la seconda risorsa economica dell'isola.


IL DIVING CENTER
Sull'isola di Lipari, da Aprile a Novembre, opera questo Diving, fondato nel 1992, che con il suo “staff” di provata esperienza, espertissimo conoscitore dei fondali locali e attento alle problematiche del turista, è pienamente in grado di assistere i sub e i suoi accompagnatori, disponendo di un'area dedicata alla ricarica delle bombole ad aria, di ampi spazi interni per le attrezzature e vasche per il loro lavaggio, si avvale di due compressori Bauer da 29.000 Lt/h, di 45 monobombola da 10 15 e 18 litri dotati di doppio attacco Int/Din, di 20 attrezzature complete: mute, jacket, erogatori completi di monometro/prof./ secondo stadio extra, di pinne, maschere, illuminatore, torce, ecc; inoltre dispone di un'aula attrezzata dove si svolgono le lezioni teoriche. Vi vengono organizzati corsi, da quello base PADI Open Water Diver, fino a quello di Assistant Instructor, con rilascio del brevetto internazionale PADI.
LE IMMERSIONI A LIPARI PUNTA CASTAGNA
Immersione in una scenario irreale che suscita emozioni uniche: un pianoro, alla quota di circa -10 metri, completamente ricoperto da polvere bianca proveniente dalle cave di pomice presenti sulla costa; il fondale sabbioso poco inclinato è tutto imbiancato ed evoca un'antica soffitta polverosa o un luogo di montagna innevato. Oltrepassato questo giardino di sedimento bianchissimo, lo spettacolo appare impressionante: di qui partono verso il largo profondi canaloni, molto inclinati, che spaccano perpendicolarmente e profondamente una “cigliata”. Percorrendone uno si passa da uno scenario candido a una coloratissima parete verticale e ci si trova, in una atmosfera ovattata, sospesi su di un baratro senza fine che si perde nel blu più intenso. La morfologia del fondale è estremamente varia: si nuota sul fondo di valli dalle pareti altissime, si sorvolano picchi acuminati, si costeggiano pareti a strapiombo; per quanto a fondo si decide di scendere si avrà sempre il blu sotto le pinne e non si vedrà mai la fine di questa voragine. Si potranno vedere spugne, Gorgonie rosse, Saraghi, Castagnole rosse, Tracina ragno e Cernie. La quota ideale è quella dei 40 metri, non eccessivamente profonda ma già ricchissima di ventagli di Paramucee e di fittissimi banchi di Anthias; un po' più in alto, sui –37 metri, si trova una spaccatura verticale ricca di gamberi. Profondità ideale: minima 10 metri, massima 45 metri; corrente: media; livello di visibilità: ottimo; grado di difficoltà: impegnativo.

PIETRA DEL BAGNO

Bella immersione da effettuare circumnavigando questo scoglio, situato a poche decine di metri dalla costa occidentale di Lipari, che si affaccia sul lato meridionale di Salina; un punto facile da trovare, che offre immersioni divertenti ai subacquei di ogni livello di esperienza. Le rocce scendono direttamente fino a una profondità che varia tra i 25 e i 30 metri e poi proseguono, con una spettacolare franata di massi, fino a quote superiori ai 40 metri. Giunti al lato meridionale della “Pietra del Bagno” ci si trova in un tratto tra i più interessanti per gli appassionati di fotografia subacquea, dove si ammirano scorci suggestivi: su un fondale di una ventina di metri s'innalzano dei giganteschi massi, pareti coloratissime dello scoglio, invasi dalla luce del sole che penetra con facilità nell'acqua limpidissima. Si fanno incontri interessanti: Margherite di mare, Polpi Murene, Salpe, Saraghi, Scorfani rossi, Musdea bianca e Cernie. Profondità ideale: minimo 10 metri, massima 38 metri; corrente: media/leggera; livello di visibilità: ottimo; grado di difficoltà: medio/facile.

FRANA DELL'ARCIPELAGO

Nel canale tra Lipari e Vulcano, dirigendosi verso le pendici di Vulcanello, si trova questo punto d'immersione, il cui fondale scende molto gradualmente per diverse decine di metri formando un ampio pianoro tra i 3 e i 10 metri, coperto da un'alternanza di piccoli scogli e ampie chiazze di posidonia. Spostandosi verso Lipari si segue una direzione perpendicolare alla costa fino ad individuare l'inizio di una discesa piuttosto ripida; i primi metri - tra i 10 e i 20 - sono caratterizzati dalla presenza di una “franata” di piccoli sassi. Superato questo tratto, fino ad attestarsi tra i 35 e i 40 metri di profondità, le dimensioni dei massi che compongono la “franata” aumentano decisamente rendendo il fondale molto più spettacolare.

PIETRA MENALDA

Uno degli splendidi faraglioni che si trovano nel versante meridionale di Lipari offre ai subacquei questa zona d'immersione particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico; il percorso ideale da seguire è il giro del faraglione su una batimetria che varia dei 18 ai 40 metri. Il fondale è caratterizzato dalla presenza di grossi massi che offrono tane ideali a polpi, murene, cernie e mustele. Nella parte esterna si possono incontrare dei “dotti” che fluttuano nel blu
Profondità: minima 18 metri, massima 40 metri; grado di difficoltà: medio.

PARTE DEI GABBIANI
Suggestivo e singolare è l'ambiente sommerso di questa zona: pareti di roccia lavica si estendono sul fondo creando meravigliosi contrasti col bianco della pomice. Nella parte colonizzata da grandi gorgonie rosse e gialle si aprono anfratti che ospitano grosse aragoste; non è raro incontrare pesci pappagallo e grosse cernie, inoltre è possibile vedere varie specie di nudibranco e cerianthus.
Profondità: minima 20 metri, massima 45 metri; grado di difficoltà: medio.

SECCA DEL BAGNO

Q
uesta è senz'altro una delle più belle immersioni che offre l'arcipelago eoliano, ma non di facile individuazione ed è impegnativa. La Secca è formata da tre faraglioni sommersi dei quali il più interessante ha il cappello a -22 metri. Le pareti sono coloratissime e popolate da colonie di gorgonie rosse, i massi che si trovano alla base offrono tane a grosse cernie. Durante le tappe di decompressione è possibile incontrare grosse ricciole di passo.
Profondità: minima 40 metri, massima 45 metri; grado di difficoltà: impegnativo.

SCOGLIO DEI MONACI

Immersione mozzafiato e assolutamente straordinaria per le caratteristiche morfologiche del luogo. Si scende perpendicolarmente alla linea di costa seguendo un canalone e ci si trova subito su una parete a strapiombo su una batimetria di –35 metri, ammirando gli splendidi rami di gorgonie rosse. La parete si presenta frastagliata e ricca di tane di aragoste e cernie.
Profondità: minima 25 metri, massima 45 metri; grado di difficoltà: medio/impegnativo.

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